sabato 6 ottobre 2007

Generali, assicurazioni su Second Life - I programmi e le aspettative della compagnia.

Aggiungo un ulteriore approfondimento delle motivazioni che hanno indotto le GENERALI a decidere di percorrere anche la strada del mercato virtuale. E' sicuramente un esempio di notevole visione prospettica nell'assecondare tendenze e mutamenti sociali dei quali ogni assicuratore deve istituzionalmente tener conto. Conciliare la velocità di cambiamento all'interno degli scenari di mercato con il rigore della prestazione assicurativa, per sua natura differita e asincrona, sarà un esercizio imprenditoriale di sicuro impegno.

venerdì 5 ottobre 2007

GENERALI: apre filiale su Second Life dando il via al mercato virtuale.


Stiamo assistendo a quello che ragionevolmente ci si può, o si dovrebbe, aspettare dal settore assicurativo: un nuovo modo di fare comunicazione.

Che il Leone di Trieste abbia pensato al suo avatar ha dell'incredibile, dopo che per anni ha concepito il messaggio pubblicitario in bilico tra il convenzionale e il "fatto in casa". Il suo stile era quello che un mio vecchio amico assicuratore definiva come la pubblicità che piaceva solamente al presidente della compagnia. Prudenza e rispetto della tradizione erano sino a poco tempo fa gli imperativi categorici del gruppo.

I tempi cambiano e bisogna cambiare rapidamente la propria visione.

Le liberalizzazioni sembrano aver agito da catalizzatore, innescando reazioni nei comportamenti e nelle intenzioni che pensavamo improbabili per il nostro settore.

La strada è certamente quella giusta, anche se bisognerà mettere in conto il prezzo di qualche probabile eccesso nella ricerca di stupire con vampate di nuova tecnologia, e che comunque non deve distogliere nessuno dagli impegni istituzionali obbligatori. Servizio, capacità economica, trasparenza, rispetto della distribuzione e...il pagamento celere e appropriato dei sinistri.

La campagna pubblicitaria di Allianz in Italia-Un esempio da imitare.

Finalmente una campagna pubblicitaria che non sembra fatta da una compagnia di assicurazioni!
Credo che questo sia il migliore complimento che si possa fare alla massiccia attività di comunicazione avviata dal gruppo tedesco.I numeri dichiarati sono all'altezza delle cifre indicative del gruppo:
  • campagna stampa: 260 uscite in oltre 60 testate tra quotidiani e periodici tra ottobre e dicembre
  • affissioni: 6x3 in 13.600 posizioni in 13 capoluoghi di regione e impianti di prestigio a Roma e Milano tra ottobre e dicembre.
  • spot televisivi: uno spot istituzionale da 60 secondi, altri due spot da 30 secondi ciascuno dedicati rispettivamente alle coperture auto e alla protezione pensionistica.

L'investimento di qualche decina di milioni di euro si è reso necessario per sostenere l'azione di rebranding di tutte le ex compagnie del gruppo presenti in Italia. Anche se l'aggancio al nuovo unico marchio internazionale, Allianz appunto, servirà a trainare in una altrettanto unica visibilità globale le precedenti immagini di ogni singola compagnia, non si può ignorare la delicata complessità di questa operazione.

Si tratta di soppiantare tre aziende saldamente ancorate dalle rispettive storie e tradizioni sul territorio attraverso altrettante distinte reti distributive. Bisogna far comprendere anche al più isolato cliente della altrettanto più isolata provincia italiana che il nuovo è meglio del prima.L'immagine del sole è rassicurante, la musica altrettanto e per di più piacevolmente nota e orecchiabile.


Non si fa mai menzione al rischio, a qualsiasi altro avvenimento negativo.E' un interessante esempio di scelta pubblicitaria coerente con gli scopi e i tempi, esattamente il contrario di quanto hanno fatto sinora, tranne rarissime eccezioni, le compagnie in Italia. E' la fine di tutti quelli che nelle compagnie pensavano di potere fare a meno dell'affidarsi a una creatività professionale e non influenzata dagli indirizzi di compiacenza fuorviante della committente.E' un bell'aiuto agli agenti Allianz, i quali devono aggiungere anche la grande fatica della rinascita del logo a quelle che li accomunano agli altri loro colleghi.

Generali: accordo fatto con gli agenti - Il Sole 24 ORE



Che un quotidiano come Il Sole 24 ORE dedichi a questa notizia uno spazio nella pagina iniziale del proprio sito web è cosa buona e significativa. Vorrà dire anche che l'ufficio comunicazione delle GENERALI lavora bene, ma scrivere di assicurazioni, e ancor più degli assicuratori intermediari, significa anche muovere i primi passi verso un informazione equilibrata e finalmente non polemica. E' uno dei tanti meriti dei recenti provvedimenti di liberalizzazione. E' un primo piccolo risultato nella ancora lunga strada del considerare l'attività assicurativa obiettivamente e senza pregiudizi, per quello che è realmente. Una importante e trasnazionale attività economica, trasversale a tutte le altre.


L'accordo delle GENERALI è un bel risultato, è forse la prima occasione in assicurazioni nella quale due parti, reciprocamente coinvolte negli stessi interessi finali, hanno trattato come partner d' affari e non come antagonisti. A dimostrazione che il plurimandato può essere davvero una nuova opportunità, e non una deprecabile sciagura.

martedì 25 settembre 2007

Mutui subprime: li rintracci chi può!

Ho riportato i due post precedenti volutamente senza la aggiunta di alcun commento, poichè i rispettivi contenuti devono avere il peso specifico della notizia alla quale si riferiscono.

Ripeto da sempre che il cardine fondamentale sul quale ruota tutto il mondo assicurativo è il presupposto fiduciario, che deve distinguere al suo interno tutte le transazioni di affari che lo alimentano. Trasmettere fiducia in tutte le occasioni nelle quali ci si relaziona con il resto del mondo non dovrebbe ammettere eccezioni. L'argomento dei mutui subprime è cosa delicata, da maneggiare con cura perchè tocca le economie di tanti, e che viene dibattuta con mille timori dagli esperti di mezzo mondo.

Tutti gli esperti economici onesti hanno scritto, raccontato e ammesso che la deriva finanziaria che ne potrebbe scaturire deve purtroppo tener conto della impossibilità di tracciare compiutamente i percorsi che gli strumenti finanziari legati ai mutui subprime possono aver effettuato. Sono migrazioni reali e diffuse, che possono presupporre corrispondenti presenze occulte o adirittura occultate. Raccontare la verità non significa mai essere allarmisti, ma al contrario rassicurare frettolosamente l'opinione pubblica, oltre che essere rischioso è anche pericoloso, soprattutto se si viene successivamente smentiti.

Da cittadino comune mi ero posto da questo sito la domanda se le assicurazioni avrebbero potuto essere in qualche modo coinvolte da eventualità di crisi. La rassicurazione era puntualmente arrivata per tutti, prima dallo stesso ISVAP il 20 agosto scorso ( vedi il mio post http://mariovattablog.blogspot.com/2007/08/ancora-proposito-dei-mutui-sub-prime.html , nel quale riferivo le tranquilizzanti affermazioni dell'ISVAP a seguito di un primo monitoraggio effettuato, e successivamente anche dall'ANIA, in una occasione importante e di notevole visibilità come il simposio Ambrosetti di Cernobbio. Oggi l'ISVAP indirizza la prima richiesta di monitoraggio sul rischio subprime a tutte le compagnie.

Bisogna tener conto della evidenza che le notizie hanno anche grazie alla Rete. Bisogna rispettare le esigenze di informazione che gli investitori e clienti, di ogni dimensione e qualità, pretenderebbero dagli assicuratori. E con loro gli Intermediari, che avranno trasferito alla propria clientela il messaggio rassicurante della Associazione delle Imprese.

Proprio oggi il Fondo Monetario Internazionale esprime ulteriori riserve circa la reale portata numerica delle possibilità di perdite.

Non allarmismo, ma cauta e sensata informazione. Siamo rassicurati dalla iniziativa dell'ISVAP, anche se differita, ma non altrettanto dal mancato raccordo preventivo sul medesimo argomento con la stessa ANIA.

E continua la raccolta delle nostre occasioni perdute...

25 settembre 2007-ISVAP-Rischio subprime: monitoraggio degli investimenti al 30 settembre 2007 - Richiesta di informazioni




Documento tratto oggi dal sito web dell'ISVAP.

SERVIZIO VIGILANZA ASSICURATIVA I E II
Roma 24 settembre 2007
Prot. n.
All.ti n.
19 – 07 – 005635
2

Alle Imprese di Assicurazione e
Riassicurazione
LORO SEDI

Alle Rappresentanze Generali per
l’Italia delle imprese di Assicurazione con sede in uno
stato terzo rispetto allo SEE
LORO SEDI

Alle Rappresentanze Generali per
l’Italia delle imprese di Riassicurazione
LORO SEDI

OGGETTO: Monitoraggio degli investimenti al 30 settembre 2007 - Richiesta di informazioni supplementari su attivi esposti al rischio subprime e titoli strutturati.

Si fa riferimento alla crisi del settore dei mutui subprime americani e agli effetti che la stessa ha avuto sull’andamento dei mercati finanziari internazionali negli ultimi mesi ed alle informazioni in precedenza richieste.
Al riguardo, si chiede di fornire, entro il termine per la trasmissione dei dati del monitoraggio degli investimenti al 30 settembre 2007, le informazioni ed i dati di dettaglio, secondo lo schema allegato, sugli investimenti eventualmente presenti in portafoglio esposti, direttamente o indirettamente, al rischio di default dei suddetti mutui (all. 1).
Un’analoga informativa dovrà inoltre essere fornita sui titoli strutturati in portafoglio mediante il prospetto allegato (all. 2).
Si chiede infine di trasmettere, entro il termine massimo del 30 ottobre 2007, le valutazioni effettuate dal Consiglio di Amministrazione in merito all’esposizione al rischio di default dei mutui subprime nonché gli eventuali interventi deliberati al riguardo.
Distinti saluti.
Il Presidente
(Giancarlo Giannini)

08 Set 2007 16:27-ANIA: le compagnie italiane fuori dai subprime.




08 Set 2007 16:27
Crisi mercati: Cerchiai (Ania),
compagnie italiane fuori da subprime

(Il Sole 24 Ore
Radiocor
) - Cernobbio, 08 set - 'Le compagnie italiane, a quanto
ci risulta e in linea con i dati raccolti dall'Isvap, non hanno prodotti
subprime in portafoglio. Siamo del tutto tranquilli'. Lo ha detto Fabio
Cerchiai, presidente dell'Ania, l'associazione delle compagnie di assicurazione.
............................................................................................................................
CERNOBBIO, 8 settembre (Reuters) -
L'esposizione delle assicurazioni italiane sui mutui Usa a maggior rischio è
irrilevante.
Lo afferma il presidente dell'Associazione nazionale fra le
imprese assicuratrici (Ania), Fabio Cerchiai, durante una conferenza stampa a
Cernobbio, dov'è in corso il seminario Ambrosetti.
"Non c'è alcuna presenza,
se non insignificante, di mutui subprime nei nostri portafogli", ha affermato
Cerchiai.

venerdì 21 settembre 2007

Allianz: va a Mario Cuccia il coordinamento delle tre compagnie.


Ecco un altro esempio di rapida trasformazione organizzativa . Avviata la fusione societaria tra le compagnie italiane del gruppo Allianz si procede attraverso le linee di ristrutturazione che sono normalmente adottate all'interno di questi processi. Fondere più compagnie non è nè semplice e nè breve. Assemblare le componenti migliori di ognuna per ottenere una nuova realtà, necessariamente più forte, efficiente e efficace di quelle che l'hanno preceduta, significa rispettare la ragione principale che ha certamente ispirato il progetto di integrazione.

La attuale evoluzione dei mercati, quello assicurativo compreso, ha disegnato nuovi confini internazionali che costituiscono la matrice vera della comune realtà globalizzata. Bisogna "crescere per crescere" e lo si ottiene o attraverso nuove acquisizioni o realizzando, come nel caso dell'ex gruppo RAS in Italia, una incorporazione definitiva di tutte le realtà operanti nel medesimo business. La lungimiranza del gruppo di Monaco aveva già gettato solide premesse per dare il via al nuovo piano. Tutti gli osservatori davano per scontata questa evoluzione, malgrado le rituali e prolungate smentite degli interessati.

Fatta la fusione restava da risolvere il problema della salvaguardia dei marchi societari precedenti, con le loro origini, storie e peculiarità. Ma da tempo ormai molte erano le risorse a fattor comune che provvedevano a snellire attività e procedure altrettanto comuni. Non restava altro che ancorare ogni marchio al nuovo logo globale, per ottenere, come è già successo e sta succedendo nel mondo Allianz, quella identità globale riconoscibile e promuovibile come unico brand universale.

Mantenere marchi distinti durante questa fase preliminare dà a mio parere il senso del necessario traghettamento verso un firmamento unico, dei prodotti e della distribuzione. Annunciare e realizzare, come in tutti i gruppi multinazionali, "fabbriche di prodotto" uniche vuole dire pensare a prodotti altrettanto unificati, e quindi non competitivi tra di loro, appoggiandoli temporaneamente anche ai loghi precedenti, per rispettare la qualità e quantità delle rispettive agenzie .

Le fusioni si fanno per ottenere risparmi gestionali e organizzativi. La convenienza nasce e nascerà dall'alleggerimento delle funzioni multiple. I dipendenti dovranno diminuire, sperabilmente nei modi e tempi più elegantemente compatibili. Gli agenti potranno o dovranno percorrere rotte organizzative diverse, che permetteranno una migliore fruibilità dell'essere più grandi.

La unificazione della direzione commerciale rappresenta il primo passo necessario verso una omogeneizzazione inevitabile. La trasformazione sembrerà a tanti in contrasto con le precedenti abitudini e metodi, ma certamente offrirà nuove opportunità. Se un mercato cambia, i suoi protagonisti non possono rimanere negli scenari precedenti. Ognuno dei due versanti organizzativi della nuova compagnia, sia quello dei dipendenti che quello degli agenti, dovrà prepararsi per guadagnare una condizione tra le più difficili, che chi scrive ha definito in situazioni analoghe delle quali è stato testimone protagonista, come la conquista dell'abbandono, resa ancora più complicata dalle evoluzioni normative del nostro settore.


Saranno forse gli agenti a sopportare le sollecitazioni maggiori, da parte dei clienti e delle nuove espressioni strutturali della compagnia.

Il passato di ognuno non sarà nè migliore nè peggiore del futuro, sarà semplicemente diverso. E questa diversità imporrà un rigore selettivo nella qualità e nelle competenze, irrinunciabilmente necessario per continuare a essere ancora competitivi.

Buon cambiamento a tutti!

giovedì 20 settembre 2007

Da "Il Mondo" : ANIA- "Cerchiai apre i portafogli".



ANIA:Resistenza a oltranza.
Ho avuto l'impressione che questa notizia, riportata all'interno di un box e quindi con minore evidenza grafica, sia passata in secondo piano rispetto ad altre del nostro settore.
Quanto riferito da Enrico Cisnetto, e in qualche modo da egli stesso direttamente caldeggiato, rispecchia come la resistenza verso l'avvento delle nuove liberalizzazioni da parte dell'ANIA non si esprima attraverso mezzi termini. Merita sempre la massima attenzione ogni disponibilità imprenditoriale rivolta a migliorare il nostro sistema paese. Quando però questa attenzione "patriottica" viene apparentemente offerta in via subordinata alla modifica di provvedimenti precedentemente emanati, non si può fare di esprimere perplessità e rammarico.
Ci si scorda ancora una volta che rinchiudersi nuovamente all'interno di recinti protetti non fa il bene del settore.
In un mercato libero, che quotidianamente procede a grandi passi verso frontiere di trasparenza e competitività a beneficio del consumatore, bisogna avere la autentica ambizione di mettere in campo le migliori energie di cui si è capaci.
Il miglioramento di servizi e prodotti, di prestazioni e assistenza, ai clienti e alla propria rete distributiva, è il modo più convincente per ottenere quella fidelizzazione che con la cessazione della esclusiva e poliennalità si teme di vedere compromessa.
I clienti e gli intermediari leggono e vedono. La vetrina globale, all'interno della quale il mondo della tecnologia ci ha collocati, trasforma la visibilità in vincolo. L'unico affrancamento possibile è fare meglio ciò che già sappiamo fare, senza rimpianti e resistenze. Altrimenti anche il futuro sarà popolato dalle nostre ombre.

mercoledì 19 settembre 2007

SNA contro AXA sulle polizze: la musica non cambia


Ho volutamente ritardato il mio commento su quanto è stato pubblicato dal Il Sole 24 ore una settimana fa. La speranza era che nel frattempo le emozionalità di tutte le figure coinvolte si fossero ricomposte nei contorni di una razionalità riflessiva, maggiormente dedicata alle soluzioni piuttosto che agli antagonismi dai toni accesi.
Lo SNA ha preso formale posizione a supporto degli agenti AXA con tutti gli enti potenzialmente coinvolgibili a seguito della vicenda denunciata. Così andavano le cose, quando molti di noi avevano meno anni di assicurazione da raccontare! Così non dovrebbero andare le cose oggi, "lenzuolate Bersani" a parte.
Con la premessa che andare a finire sui giornali non fa certamente gioco a nessuno, intermediari e compagnie, perchè si danneggia ancora una volta il settore assicurativo, il quale, se ha bisogno di pubblicità, la vorrebbe favorevole e non gonfia di antichi rancori e cattiva considerazione da parte di tutta l'opinione pubblica.
Personalmente non credo alle esplosioni improvvise sia di incrementi di premi in rami non graditi che di peggioramenti di andamenti tecnici.
Credo invece nei mancati esercizi di controllo, e soprattutto nella inopportunità di rimandare inutilmente dialoghi costruttivi tra compagnia e intermediario, al quale, ricordiamolo sempre, è stato affidato un rispettabile mandato agenziale fiduciario, con il quale realizzare un patto di reciproca lealtà e interesse.
Se invece tenessimo doverosamente conto di quanto i recenti provvedimenti di liberalizzazione hanno introdotto, poliennalità rescindibile e plurimandato agenziale, dovremmo sollecitare l'invito a tutti di appropriarsi con rinnovata consapevolezza del rispetto dei propri ruoli. Alla compagnia la scelta delle strategie assuntive e commerciali, all'intermediario la cura degli interessi dei propri clienti e la qualità dei risultati.
Qualità dei risultati per documentare la propria offerta di collaborazione con le compagnie che si ritengono compatibili.

E questo deve fare riflettere, per realizzare il cambiamento che sta alle porte di tutti, e che ognuno interpreterà assecondando le proprie inclinazioni e esperienze.
Non devono più pagare le assimetrie rapportuali del passato: ognuno sarà padrone dell'altrui fiducia e collaborazione solo se nella condizione di meritarsi e mantenere un rapporto costruttivo e professionale, che in ogni altro settore distingue e sottolinea il ripetto tra mandante e mandatario. E allora serviranno sempre meno le intermediazioni di categoria e molto più le regole del mercato.